“Donne al volante…

…pericolo costante”, così recita un noto adagio e, a quanto pare, uno dei principi a fondamento delle nostre conoscenze automobilistiche.

Sì perché se un’auto ci taglia la strada, se sembra indecisa sulla corsia da occupare o se procede troppo lentamente, béh allora, a bordo, deve esserci una donna.

Poco importa se, a ben guardare, quella donna è un uomo. E poco importa se, dati alla mano, le donne fanno meno incidenti degli uomini. Quando qualcuno tarda davanti al semaforo verde, significa che sta usando lo specchietto retrovisore per mettersi il mascara o aggiustare il rossetto.

D’altra parte, quale pericolo si celi dietro a una donna al volante è ben chiaro ai sauditi, che vietano alle donne di guidare. Comunque no, questo blog non è dedicato alla “Women2drivecampaign”, o almeno non direttamente e non solo.

Questo blog vuole smascherare quella coltre di sottili pregiudizi che quotidianamente ignoriamo e che, a lungo andare, separano le donne dalla guida dell’auto, dell’azienda, della famiglia e della propria vita.

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