Ballerine rosa

Non li conosco, ma li immagino così: lei una mamma di corsa, divisa tra lavoro, giardinetti e lavatrici. Lui un bel bambino, in età da scuola materna, scapigliato e chiacchierone.

Ebbene, a quanto pare, l’ometto, un bel giorno, è stato portato in un negozio per comprare un paio di scarpe e ha scelto quelle che preferiva. Amore a prima vista. Le desiderava così tanto che per la madre è stato impossibile negargliele.

La immagino leggermente chinata, cercare lo sguardo del bambino e spiegare: “Quelle non vanno bene per te! Ne scegliamo un altro paio!”.

A questo punto non so, se per convincerla siano stati necessari occhi da cucciolo e un musetto carico di delusione che, proprio no, alcune mamme – tra cui me – non possono sostenere, oppure se abbia dovuto inscenare uno dei quei drammi, possibili solo per bambini con meno di 8 anni. L’età in cui, un paio di scarpe o una caramella sono un motivo sufficiente per urlare di disperazione, diventare paonazzi e stendersi per terra  gridando al mondo l’ingiustizia subita.

Qualunque sia stata la tecnica di persuasione, non solo madre e figlio sono tornati a casa con un paio di ballerine rosa, ma al mattino successivo lui, fierissimo, le ha indossate per andare a scuola.

Ed è qui che lei ha incontrato gli sguardi e i commenti ostili, divertiti o perplessi  delle altre mamme.

È qui che lui ha incontrato l’ammirazione e l’approvazione dei compagni di classe.

“Mamma, hai visto, che le scalpe con il disegno del mio animale pleferito sono piaciute a tutti!!?”

Eh sì, perché le ballerine rosa, erano soprattutto un paio di scarpe zebrate.

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