Il mio lavoro secondo i miei genitori, capitolo II

“Allora, sei contenta?”
“No”
“…ma è un lavoro in un’amministrazione importante. Regolare, retribuito. Ha l’orario flessibile”
“Di cosa dovrei essere contenta? Di essere sottoinquadrata e con nessuna prospettiva, oltre che ancora precaria?”
Qui, la creatività dei miei genitori supera talmente la mia immaginazione che mi spiazza e mi lascia quasi senza parole:
“Ti dà una posizione, l’indipendenza dal marito…”
“…”
“!”
“L’indipendenza dal marito?”

Avete capito bene ragazze, buttate alle ortiche gli anni di Università, le esperienze di lavoro, le vostre attitudini personali, speranze e impegno, tanto vi basta un lavoro che vi permetta almeno di mangiare nel caso in cui a vostro marito venga un colpo di testa.

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